Sono sicuro che il nome si scrive in modo diverso e soprattutto in quattro caratteri separati, ma prendendo un taxi ad Hong Kong e pronunciando il codice “LOXIFATA”, il taxista vi conducera’ in una bella zona di bar e ristoranti in Kowloon. Nel caso non fosse chiaro, Hong Kong e’ divisa in 3 parti: Hong Kong Island, il quartiere dei business e la zona piu’ lussuosa (un po’ come Manhattan a New York), Kowloon, l’altro lato del porto, il Victoria Harbor, zona in via di sviluppo con quartieri ancora popolari e caratteristici, e New Territories, la zona “rurale” anche se di rurale ha ben poco.
Tornando al taxista: con circa 1 euro e mezzo di taxi da ogni parte di Kowloon, la frase Loxifata, fara’ pronunciare un “Loxifata, Ha” al tassista e in meno di dieci minuti vi ritrovete in una delle destinazioni notturne piu’ gettonate.
Una piccola viuzza in cima ad una rampa di scale, incastonata fra palazzoni, fa da cornice ad una serie di ristorantini e bar di ogni tipo. Tutti molto carini, con tavoli all’esterno e lontano dai rumori del traffico. Una versione asiatica della Butte Aux Calle di Parigi. Camminando verso la fine della stradina si raggiunge il famoso All Night Long, un bar/pub dove bande locali suonano dal vivo fino alle 6 di mattina. Di solito tre bande fanno turni di mezz’ora dalle 21.00 fino alle 6.00 mentre un DJ riempe i buchi tra un cambio di banda e l’altro.
Cameriere filippine si fanno strada nella bolgia di gente a forza di spintoni e urli, mentre buttafuori con fisico da Benigni vegliano sulla sicurezza del locale. Le cameriere hanno il compito di alleggerire il lavoro del bancone: girano nella folla e quando vedono un ragazzo senza drink lo strattonano per la manica e gli urlano di ordinare. Se rifiuti ti lasciano in pace per 10/15 minuti, poi ritornano. Al terzo rifiuto ti fanno presente, in un ottimo inglese, che se sei nel locale devi consumare. Ti possono portare una bottiglia di vino Australiano in secchio di ghiaccio, drink vari oppure birra. Le marche di birra che la fanno da padrone qui sono ovviamente la cinese Tsingtsao, le onnipresenti Heineken e Budwesier e, udite udite, la Carlsberg che e’ la birra “di moda” e che fa figo. Prendo una Tsingtsao che qui e’ completamente diversa da quella esporta: molto meglio di Bud o Heineken. Nota sulla Tsingtsao: e’ stata fondata da un tedeschi emigrati in Cina, quindi insomma, non e’ male. Ho provato anche ad ordinare un RedBull quando non avevo voglia di alcool il tizio al bancone del bar ha tirato fuori dal frigo una damigiana di plastica bianca di circa 3 litri con dentro un liquido che sembrava RedBull. Era RedBull, ma completamente senza bollicine, probabilmente aperto da giorni. 55 HK$, 4 euro.
La folla del locale si spartisce in 80% asiatici e 20% occidentali, tra cui i soliti americani sbronzi che fanno casino e si fanno riconoscere per provarci con tutte, tutti e tutto: un ciccione ubriachissimo abbracciava ogni cosa sulla sua strada, incluso uno spaventassimo buttafuori che era la meta’ di lui. In California il ciccione sarebbe stato preso con una mossa spezzacollo da 4 buttafuori di dimensioni smisurate e fatto volare in strada. Qui invece il servizievole “buttafuori” ha sorriso al ciccione e con tono affabile gli ha fatto presente che il suo comportamento era poco appropriato. Di tutta risposta Ciccione, gli fa un gran sorriso e gli porge la mano pacificamente. Mini-buttafuori non ricambia la stretta di mano e imbarazzato continua a sorridere. Ciccione risolve la situazione prendendosi la mano di Mini-buttafuori e dandogli una squassata che Mini-buttafuori ricordera’ per sempre.
A meta’ serata, sento una accento familiare dietro di me. Un tizio sui 25 anni con il fiorellone della Guru sulla maglietta parla Englitaliano con una cinese cercando di rimorchiarla. La cinese pero’ ha un buon inglese e Fiorellino non riesce a capire una sega di quello che lei dice a causa della musica alta e del suo inglese da scuola elementare. Dopo qualche tentativo la cinese gli ride in faccia e si volta dall’altra parte. Fiorellino se ne va sconfitto, ma lo rivedro’ piu’ tardi con la mano sulla spalla di un’altra cinese alquanto bruttina che pero’ sembra dargli la possibilita’ di ballare con lei.
La band principale e’ composta da 5 elementi: batteria, chitarra, basso e due voci. I due tizi che cantano sono veramente dei fenomeni. Ottimo inglese fanno tutte cover di canzoni famose che vanno dal rock, a classici anni 60, al punk, a canzoni commerciali. Entrambi hanno una gran voce e la cosa particolare e’ che sono anche imitatori, per cui quando cantano hanno voci incredibilmente uguali a quelle dei cantanti originali. Quando parlano al pubblico sembra di sentire Alvin e i Chipmunks (avete presente?).
La serata si conclude verso le quattro, quando con altri conferenzieri, decidiamo di aver bevuto abbastanza Tsingtsao. “Ton ho hae iat” e il tassita mi condiuce al mio hotel. Se avessi chiesto Harbor Plaza Metropolis qui non sanno cosa sia. Qui tutto ha due nomi, uno inglese e uno cantonese. Ai tassisti serve il cantonese la maggior parte delle volte.

LOOOOOL!
fikissima la scena Ciccione vs Mini-buttafuori… anche perché sia negli States che ad Ibiza (Loxifata ≈ Sant Antoni de Portmany!?) ne ho visti tanti di “Yankeedrunk Ciccioni”® e la scenetta è ben vivida agli occhi! ;P
Un bhuuuuuu a Fiorellino e alla tanica di RedBull (che sgasata fa vomitare), una nota di merito ai Chipmunks (ma non al terribile film che ci hanno fatto…)!