Venerdi’ scorso, alle 6 di mattina sono partito per Buffalo. Oggi, Domenica pomeriggio, sono rientrato a casa. Buffalo e’ una cittadina sul lago Eire, uno dei grandi laghi, al confine con il Canada, proprio a lato delle famose cascate del Niagara. Ma se chiedi ad un americano per cosa e’ famosa non ti rispondera’ certo le cascate del Niagara, e nemmeno Buffalo Bill (che invece veniva dall’Iowa). Ti dira’ le Buffalo Wings, ovvero le ali di pollo “alla Buffalo”. Le Buffalo wings sono uno dei piatti americani piu’ tipici e serviti in ogni ristorante o pub americano.
Se pero’ vai a Buffalo e ordini le Buffalo Wings ti prendono a polli in faccia. Li si chiamano semplicemente wings e non si devono assolutamente chiamaro Buffalo wings. Un po come se un genovese ti prendesse a pinoli in faccia se gli chiedi del pesto alla Genovese e loro lo chiamassero solo pesto. Tornando alle wing: le alette di pollo vengono arrostite prima e poi ricoperte da un salsa rossa piccante abbastanza densa e appiccicosa. I livelli di “piccantezza” variano dal mild (tranquillo) al medium, al hot, fino al suicidal. In alcuni locali specializzati (tipo l’University Chicken qui a San Jose) esistono anche livelli piu’ alti tipo il nuclear, il devil, o il hell.
Dopo un po’ di ricerche sono riuscito a scoprire il locale che ha inventato le Buffalo wings, o meglio, le wings “a la Buffalo”, l’Anchor Bar. Una specie di irish pub con le pareti ricoperte delle tipiche targhe e motociclette vere appese ai muri, in particolare Ducati. … un momento… Ducati? Essi’, l’Anchor Bar e’ stato fondato nel 1964 da Teresa Bellissimo ed e’ gestito da Ivano Toscani. Buffalo wings: un tipico piatto americanissimo insomma. Gli altri due elementi principali del menu sono pasta e pizza. Provo pizza e wings. Pizza spessa, stile napoletano buona direi, forse un po’ stracarica di pomodoro ma l’impasto buono. Le wings straordinarie, belle piene di carne, miste alette e cosciotte di pollo, arrostite e con una ottima salsa medium che in realta’ non era piccante per nulla e avrei potuto trnaquillamente fare la hot. Il tutto accompagnato da una salsa bianca a base di mascarpone (quello del gorgonzola) che in teoria serve ad ammorbidire il piccante. Ne ho mangiate 14. Piu’ la pizza. Piu’ una Samuel Adams in bottiglia, la birra fatta a Boston, a mio parere la migliore birra americana.
Poi solito giro alle gia’ viste cascate del Niagara con gran botta di culo: Il ranger mi apre il cancello per la visita al balcone SULLA cascata che era chiuso fino a due minuti prima con il cartello “Chiuso per la stagione invernale” (in effetti sulle cascate c’erano ancora tracce di neve). Insomma ho aperto la stagione Niagaranistica turistica 2008.
Tra jet lag e orari d’aerei assurdi ho dormito circa 3-4 ore per notte da Giovedi’ scorso, piu’ sonnellini vari su aerei variegati. Ah, parlando di aerei, ho fatto voto di non mangiare piu’ cibo d’aereo (a meno che non si tratti di un intercontinentale di 10 ore o piu’). Sono gia’ due o tre viaggi che lo faccio e devo dire che funziona: niente piu’ mal di pancia all’arrivo, acidita’ di stomaco (succhi d’arancia a litri sugli aerei) o scombussolamenti degli orari di pasto. L’unica cosa che faccio e’ bere acqua.
Domani si torna al lavoro, tra l’altro settimana bella piena visto che ho un corso di due giorni (9 ore al giorno consecutive) di Negotiation. Vi chiedetere cosa c’entra con l’ingengeria. Nulla, ma mi piaceva il corso.
Viva Buffalo e le Italian Wings.


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