Salute & Benessere

29 05 2008

Oggi, dallo shuttle di G., parliamo di salute. Un po’ come al TG3, solo che qui parliamo della mia salute.
Da un po di tempo a questa parte devo dire che ho messo su un paio di chiletti e ho smesso di andare in palestra da qualche mese. Di conseguenza mi viene il fiato corto a salire tre rampe di scale… e non ho ancora compiuto 30 anni. Insomma, mi sono adattando allo stile di vita a stelle e striscie. Come se non bastasse, le medio-sane abitudini alimentari non mi fanno riposare al 100% di notte e la mattina mi farei accoltellare dal mio vicino messicano piuttosto che alzarmi dal letto.

Parentesi: termine che ho imparato di recente, usato qui per chiamare i messicani con disprezzo e’ beaners, “fagiolai”, perche’ mettono fagioli in ogni piatto. Chiusa parentesi.

Tornando alla salute, qui a G. hanno appena iniziato un programma pilota chiamato MD Health Evolution dove MD sta per Medical Doctor, il titolo dei laureati in medicina (per distiguerlo da PhD, Philosophy Doctor). Il programma e’ offerto al modico prezzo di $150 di cui $75 te li ridanno indietro alla fine del programma se hai raggiunto i tuoi obbiettivi. Un incentivo in piu’ per darsi da fare.
Il programma dura 12 settimana durante le quali ti fanno studiare come se andassi a scuola e ti seguono in tutto quello che riguarda la salute. Ogni inizio settimana mi devo vedere 3 video online di 5 minuti ciascuno dove la gentile dottoressa Kelly Traves mi spiega cose pseudointeressanti su argomenti riguardanti l’alimentazione, la salute, e l’esercizio. Inoltre, Kelly, mi invita a leggere spaginate di vocaboli gastroinformativi su come un povero nullasapiente come me possa cambiare il proprio stile di vita, da hamburgheromane a hippy della vitamina. Poi mi tocca rispondere a diversi test e quiz che ti fanno imparare l’ABC della nutrizione. Insomma, il manuale del piccolo dietologo con tocco di fai-da-te che ti fa sentire impreditore dei lipidi.
Fatto cio’, ogni giorno uso un programma-calendario online per tener traccia di cio’ che mangio a colazione, pranzo, cena e pause varie durante la giornata, ed un altro calendario per scrivere tutte le attivita’ fisiche che faccio.
Inoltre, una volta alla settimana ho un incontro con il mio coach: una dietologa per le prime 6 settimane, e un fisioterapista per le utlime 6. I coach controllano il mio andamento in termini di alimentazione ed esercizio e mi danno dritte su come migliorare e diventare… bello dentro.
Come se non bastasse un super palestrato mi aspetta la settimana prossima per farmi un programma ad-hoc per farmi sgobbare come una bestia e rimuovoro il piccolo salvagente che ora avvolge caldamente il mio girovita.
Ultimo ma non meno importante: mi fanno un prelievo del sangue ad inizio programma e uno alla fine e comparano i vari valori di colesterolo, lipidi, zuccheri, etc. per vedere se hai raggiunto i tuoi obbiettivi che ti eri prefissato a inizio corso.

Insomma pacchetto completo per il benessere e la forma. Ma cosa sono i miei obbietivi? Nei puoi scegliere 3 e io ho scelto: ridurre lo stress (si, con dieta opportuna ed esercizio si fa anche quello), migliorare la forma fisica (calare la panza e metter su muscoli), e migliorare la qualita’ del riposo.
Dove parto? Parto da 178.8 pounds, ovvero 81Kg, (con scarpe e vestiti) e 16.6% di grassi  corporei (per rendere un’idea, l’americano medio ne ha 25% e un palestrato di professione ne ha 6-8%).

Auguratemi buona fortuna: fra un riso in bianco, un insalata scondita e un gallone di succo di proteine ultravitaminizzato al potere del guarana brasiliano , mi dedichero’ all’esercizio dei muscoli piu’ inutili e tentero’ di arrivare al mio compleanno in una forma da far invidia a Pantani (uh?) e con la pace mentale di un Ghandi ferrarese… E no, non faro’ uso di droghe.





Evento Italiano

22 05 2008

Eccomi di ritorno dopo una lunga assenza dovuta principalmente a ritmi galoppanti al lavoro ed al fatto che nelle ultime due settimane mi sono messo a studiare Java durante il tempo libero (tempo libero? hahahaha).
Comunque, stamattina, dal comodo sedile del Google-bus, mentre vado al lavoro (si, c’e’ il wi-fi sul bus), volevo raccontarvi di un evento a cui ho partecipato la settimana scorsa.

Qui nella Bay Area ci sono diverse associazioni rappresentative di vari gruppi sociali e nazionalita’. In particolare ne esistono due a base di Italiani: SVIEC (Silicon Valley Italian Executives Council) e BAIA (Business Association Italy America). La prima e’ invitation-only, mentre la seconda ha una membership annuale di $100. Da diversi mesi a questa parte partecipo ad eventi (piu’ o meno mensili) di entrambe e devo dire che ne sono molto soddisfatto in quanto questa attivita’ socioludica mi ha permesso di conoscere un mucchio di gente interessante e pseudoimportante: dall’ambasciatore americano a Roma, al fondatore di Tiscali, al piu’ grosso Venture Capitalist italiano, al sindaco di Venezia, e molti altri personaggi italiani attivi a livello internazionale nel mondo del business. Ovviamente io faccio l’ultima ruota del carro a questi eventi, ma da qualche parte bisogna cominciare.

Mercoledi’ scorso c’e’ stato un Euromixer, un evento organizzato da BAIA e le associazioni equivalenti di BAIA di altri paesi europei tra cui Francia, Germania, Spagna e Olanda. Un po’ piu’ di cento persone si sono ritrovate dopo il lavoro per fare un specie di aperitivo nella sala riunioni e giardino annesso di uno studio di avvocati di Palo Alto (il paese dove c’e’ Stanford).
Bell’evento, conosciuto tanta gente e come al solito sono tornato a casa con un mazzo di biglietti da visita di gente che non chiamero’ mai. Forse.
Degno di nota un certo personaggio Italiano che per motivi di privacy chiameremo Panzerotto. Panzerotto e’ un ometto di un metro e cinquanta di altezza e due metri di circonferenza, vestito di giacca, pantaloni e camicia tutto color sabbia: sembrava una duna. La duna aveva un paio di baffetti sale e pepe in tinta con il parrucchino. Panzerotto si aggirava freneticamente per la sala riunioni attaccando pezze assurde con chiunque, fin quando non ha addocchiato il mio biglietto da visita appeso alla mia giacchia: “A ma tu lavori per G****”. “Si”. “Ah, io sono calabrese, in America da 50 anni, aspetta che ti racconto tutto su di me”.
Dopo aver abusato del mio tempo nel tentativo di raccontarmi tutta la sua vita (di cui mi ricordo assolutamente nulla) ha iniziato a spiegarmi che siccome ha una quantita’ di soldi smodata vuole divertirsi, ora che e’ in pensione, ma vuole anche continuare a fare affari. Sono venuto a sapere piu’ tardi che Panzerotto e’ in realta’, o meglio era, un nome grosso nel campo…. nel campo… nel campo… uhm, non me lo ricordo… cazzo, doveva essere interessantissimo il modo in cui mi raccontava le cose. Penso ingegneria meccanica ma non ne sono sicuro.
Tornando alla Duna, ad un certo punto esaurisce gli argomenti. Urra’! E invece no: finite le storie autobiografiche passa al tempo presente raccontandomi che e’ preoccupato perche’ il dottore gli ha trovato il colesterolo alto (grazie al cacchio, guarda che pancia) e anche ha “una montagna di soldi” (frase ripetuta almeno 100 volte dall’inizio del suo discorso) non sa se fara’ in tempo a goderseli tutti. E quindi blah, blah, blah, la salute, blah blah blah, gli affari, blah blah, una montagna di soldi, blah blah blah, il colesterolo, blah blah blah, ma non son vecchio, blah blah blah, perche’ ho tanti soldi, blah blah blah, e mi godo la pensione, blah blah blah, ma spero di campare abbastanza, blah blah blah. Stop! “Scusi, ho un appuntamento alle 20.00, devo scappare”. E gran fuga. Alla fine mi sono liberatto di Panzerotto con quella sensazione di aver buttato via 20 minuti buoni della mia giornata.

Insomma, evento che vai, gente che trovi, e con gli Italiani non si sa mai chi incontrerai . Viva i panzerotti (quelli veri) e gli arancini (che qui in America hanno le dimensioni di un melone).





Poemetto del ghetto

21 05 2008

Pensavo fosse una bella figa
ma era magra come una spiga.

Camminando con fare felino
portava a spasso il reggi a balconcino.

Gli occhi blu pieni di trucco
che mi sembrava Grande Puffo.
O Puffetta? … se non fosse…
per la scritta su una tetta
che diceva “Maledetta!”

L’approciai con fare marpione
con la mia giacca di procione,
e con frasi da copione
misi in mostra le mie doti da campione…

Rideva ma non parlava,
sorrideva garbatamente, ma esitava,
fin quando non tirai fuori dalla manica il mio asso:
e lei ci rimase di sasso.

… a quel punto apri la bocca,
e mi disse: “Soccia!”.





Poesia dell’altomare

21 05 2008

Mi ritrovo in altomare
pensando a cose che vorrei fare
…prima di affogare.

Sono tanti i libri che ho letto,
con l’illusione di sviluppare
cio’ che chiamano intelletto.

Con la convinzione di poter fare di meglio,
alle tre di notte, eh si,
mi ritrovo ancora sveglio.

Anche del fisico cerco di prendermi cura
che dopo i trent’anni,
m’han detto che non dura.

E sempre in altomare,
con le idee un po’ piu’ chiare,
mi ritrovo a galleggiare.





Feliz Cinco de Mayo

6 05 2008

Si lo so, non siete messicani, ma qui si celebra e parecchio. Oggi e’ il 5 Maggio (Cinco de Mayo), festa messicana che ricorda la grandiosa vittoria messicana contro i colonizzatori francesi verso la fine del XIX secolo. Chissenefrega. Il Cinco de Mayo e’ una festa messicana che celebra i tacos, i burritos, le enchilladas e le quesadillas, la tequila e le margaritas, i sombreros, i low-riders e la musica de banda. Oggi e’ il giorno ufficiale della festa ma il weekend appena passato e’ stato giorno di celebrazioni a partire da sabato.
E sabato ho partecipato anche io alla festa andando ad un party organizzato da vientamiti tutti con sombrero e finti baffetti messicani, mangiando quesadillas e tacos e bevendo galloni di margaritas e tequila. Nome del party: Drinko de Mayo. Giustamente. Gran sbevazzata e mangiata dalle 3 del pomeriggio fino a mezzanotte. Non-stop. Con tanto di DJ professionale e luci da discoteca nel salone della casa. C’erano circa 150 persone. Messicani, 3. Amici di famiglia.

Ma torniamo alla festa ufficiale. Si perche’ qui a San Jose, i messicani sono la maggioranza e la festa e’ grande. In particolare la festa tradizionalmente ha luogo in quello che e’ il Barrio Mexicano (ovvero il quartiere messicano), il East Side San Jose, tra le due strade King Rd. e Story Rd. Dove abito io insomma.
ESSJ e’ il cuore tequilante dell’orgoglio messicano, il ghetto, il barrio, il crocevia dove fino a pochi anni i Blues si pestavano con i Reds, le due piu’ grosse gang della zona, lasciando morti e accoltellati sul campo. ESSJ e’ il quartiere delle cholas, le ragazzine gangster messicane, mamme a 15 anni con 3 figli e due mariti, come canta una canzone rap locale. Nell’ESSJ invece del Virgin Musicstore c’e’ il Ritmo Latino, dove i commessi ti vendono CD tarocchi sottobanco. Al posto degli uffici di Auto Insurance (assicurazione per la macchina) ci sono i Seguro de Carro e i cartelloni pubblicitari delle compagnie telefoniche dicono “Llamadas si limites!” invece di “Unlimited Calls”. Nell’ESSJ ci sono McDonald’s e Starbucks, perche’ quelli non mancano mai.

Ma il Cinco de Mayo mette daccordo tutti e tra un bicchierino di tequila Patron o Jose Cuervo e dieci tacos con la salsa piccante piu’ mortale del mondo, ci si raduna in Downtown San Jose per la tradizionale parata. No, niente carri di carnevale, molto meglio: i low-riders.
I low-riders sono una figata. Anche qui la tradizione risale a competizione tra gangs. Messicani appasionati di macchine comprano vecchie cariole americane lunghissime o rotondissime, tipo le vecchie Cadillac dei film anni ‘60, e con grande maestria le risistemano a nuovo. Ma non nella forma originale, nella forma low-riders: colori sgargianti, piu’ di uno per macchina, cromature ovunque, confani aperti con pistoni automatici, ammortizzatori controllati elettronicamente dal cruscotto permettono di fare saltare letteralmente la macchina e farla inclinare in qualsivoglia modo (i pistoni sono indipendenti) a ritmo della musica sparata da megacasse nel baule. E poi il tocco finale: le ruote. Minuscole. Si, al contrario dei patacca con fuoristrada dalle ruote disumane, queste macchine sono dotate di minuscule ruote cromatissime e sgargianti che fanno quasi toccare la macchina all’asfalto. Da cui il nome low-riders… perche’ girano basso.
Sono uno spettacolo della meccanica. Oltre a tutto cio’ i low-riders di solito non hanno il clacson: hanno sirene assurde e a tutto volume, il piu’ delle volte imitano il suono delle sirene della polizia in versione distorta che ha l’unico scopo di prendere per il culo i poliziotti. Infatti non sono autorizzati ad usarlo al di fuori della parata.
E i low-rider viaggiano, per tradizione, a 10-15 km/h. Pianissimo, giu’ di strada, vicino al marciapiede, per far vedere a tutti le loro macchine. Si chiama cruising, “crocierare”. La polizia di San Jose ha dovuto istituire un nuovo cartello che nell’ ESSJ dice “No Cruising”, e l’hanno piazzato ovunque attorno a Story e King, dove le bande si sfidavano alla macchina piu’ bassa e pu’ molleggiata.

Lowrider

Comunque, anche questa e’ andata. Il capo della polizia di San Jose ha dichiarato oggi che tutto e’ andato tranquillamente come di norma: 10 arresti per danni, 31 arresti per vari comportamenti pubblici illegali, 58 citazioni per violazione del coprifuoco. Si, per il Cinco de Mayo c’e’ il coprifuoco in certe zone… perche’ non si sa mai. Quest’anno nessun accoltellato pare.

Lowrider

Buon Cinco de Mayo a tutti.