Pensavo fosse una bella figa
ma era magra come una spiga.
Camminando con fare felino
portava a spasso il reggi a balconcino.
Gli occhi blu pieni di trucco
che mi sembrava Grande Puffo.
O Puffetta? … se non fosse…
per la scritta su una tetta
che diceva “Maledetta!”
L’approciai con fare marpione
con la mia giacca di procione,
e con frasi da copione
misi in mostra le mie doti da campione…
Rideva ma non parlava,
sorrideva garbatamente, ma esitava,
fin quando non tirai fuori dalla manica il mio asso:
e lei ci rimase di sasso.
… a quel punto apri la bocca,
e mi disse: “Soccia!”.

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