Ieri sera sono andato ad un evento dell’Istituto Italiano di Cultura a San Francisco: ospite Beppe Severgnini. Beppe ha parlato per circa due ore, in duetto con niente di meno che Alberto Sangiovanni Vincentelli, uno dei papi dell’elettronica, professore a UC Berkeley, in una specie di intervista-dibattito.
Beppe e’ un personaggio divertente, sempre pronto a fare qualche battutta Italiana o a raccontare delle sue avventure in giro per il mondo. Parla un buon inglese, con un leggero accento britannico.
La serata era concentrata attorno alla presentazione del nuovo libro di Severgnini: “Il giro del mondo in 80 pizze” che uscira’ presto in Italia e racconta appunto, dei viaggi di Beppe attorno al mondo e delle pizzate con gli Italiani nei posti piu’ remoti.
Nel complesso e’ stata una bella serata anche se forse con un eccessivo tono pro-Italia e di come gli Italiani fanno tutto meglio. Va bene essere orgogliosi della proprio cultura delle proprie origini ma bisogna anche riconoscere i propri difetti e le cose che funzionano male, ed imparare da altre culture. Come diceva un vecchio film koreano: se continui a dire a tuo figlio che e’ intelligente, non studiera’ mai e sara’ il piu’ stupido della classe.
Dopo la serata sono riuscito ad intrufolarmi tra la folla e raggiungere Beppe, attorniato da gente importante tra cui appunto Sangiovanni Vincentelli, Matteo Fabiano, executive director di BAIA, il console Italiano a San Francisco, e altri. Lui mi ha guardato per sentire cosa volevo, io mi sono presentato e in un momento di ispirazione gli ho detto “Sono probabilmente la persona meno importante di questa stanza. Pero’ ora che te l’ho fatto notare, ti ricorderai di me”. Poi l’ho invitato ad un pranzo a Google e lui, chiedendomi la business card, mi ha detto “mannaggia ero a Palo Alto proprio ieri pero’ ci voglio venire”, ripromettendosi di contattarmi appena torna in California, meta di molti dei suoi viaggi. La mia faccia tosta ha ripagato.
Poi Beppe a chiesto ai presenti di registrare in telecamera (era accompagnato da un cameraman del Corriere della Sera) una breve dichiarazione di cosa ci mancasse di piu’ e di meno dell’Italia. Cosi’ mi sono messo in fila e ho ascoltato le solite cose dette da altri: mi manca la pasta, la pizza, la mamma, il mare, la montagna, la mia citta’, etc.
Quando e’ stato il mio turno, ho detto che la cosa che mi manca di piu’ e’ la piadina romagnola con salsiccia mangiata alle 5 di mattina quando stai rientrando dopo una notte in discoteca in riviera. Risate dei presenti e del cameraman. La cosa che mi manca di meno: la televisione Italiana con le sue trasmissioni di qualita’ zero.
Chiudo con due frasi di Beppe.
“Mai usare due ‘che’ nella stessa frase” … mentre correggeva scherzosamente Sangiovanni Vincentelli.
“All over the world people look at you. Italy is a place where people see you” (Ovunque nel mondo la gente ti guarda. L’Italia e’ un posto dove la gente ti vede) rispondendo alla domanda: perche’ gli stranieri di si innamorano dell’Italia e di come sono gli Italiani.
I saluti del giorno vanno a Ninja con gli auguri di buon compleanno (ieri) e a Massimo, auguri anche a lui (oggi).

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