Beppe Severgnini

22 10 2008

Ieri sera sono andato ad un evento dell’Istituto Italiano di Cultura a San Francisco: ospite Beppe Severgnini. Beppe ha parlato per circa due ore, in duetto con niente di meno che Alberto Sangiovanni Vincentelli, uno dei papi dell’elettronica, professore a UC Berkeley, in una specie di intervista-dibattito.
Beppe e’ un personaggio divertente, sempre pronto a fare qualche battutta Italiana o a raccontare delle sue avventure in giro per il mondo. Parla un buon inglese, con un leggero accento britannico.

La serata era concentrata attorno alla presentazione del nuovo libro di Severgnini: “Il giro del mondo in 80 pizze” che uscira’ presto in Italia e racconta appunto, dei viaggi di Beppe attorno al mondo e delle pizzate con gli Italiani nei posti piu’ remoti.

Nel complesso e’ stata una bella serata anche se forse con un eccessivo tono pro-Italia e di come gli Italiani fanno tutto meglio. Va bene essere orgogliosi della proprio cultura delle proprie origini ma bisogna anche riconoscere i propri difetti e le cose che funzionano male, ed imparare da altre culture. Come diceva un vecchio film koreano: se continui a dire a tuo figlio che e’ intelligente, non studiera’ mai e sara’ il piu’ stupido della classe.

Dopo la serata sono riuscito ad intrufolarmi tra la folla e raggiungere Beppe, attorniato da gente importante tra cui appunto Sangiovanni Vincentelli, Matteo Fabiano, executive director di BAIA, il console Italiano a San Francisco, e altri. Lui mi ha guardato per sentire cosa volevo, io mi sono presentato e in un momento di ispirazione gli ho detto “Sono probabilmente la persona meno importante di questa stanza. Pero’ ora che te l’ho fatto notare, ti ricorderai di me”. Poi l’ho invitato ad un pranzo a Google e lui, chiedendomi la business card, mi ha detto “mannaggia ero a Palo Alto proprio ieri pero’ ci voglio venire”, ripromettendosi di contattarmi appena torna in California, meta di molti dei suoi viaggi. La mia faccia tosta ha ripagato.

Poi Beppe a chiesto ai presenti di registrare in telecamera (era accompagnato da un cameraman del Corriere della Sera) una breve dichiarazione di cosa ci mancasse di piu’ e di meno dell’Italia. Cosi’ mi sono messo in fila e ho ascoltato le solite cose dette da altri: mi manca la pasta, la pizza, la mamma, il mare, la montagna, la mia citta’, etc.
Quando e’ stato il mio turno, ho detto che la cosa che mi manca di piu’ e’ la piadina romagnola con salsiccia mangiata alle 5 di mattina quando stai rientrando dopo una notte in discoteca in riviera. Risate dei presenti e del cameraman. La cosa che mi manca di meno: la televisione Italiana con le sue trasmissioni di qualita’ zero.

Chiudo con due frasi di Beppe.

“Mai usare due ‘che’ nella stessa frase” … mentre correggeva scherzosamente Sangiovanni Vincentelli.

“All over the world people look at you. Italy is a place where people see you” (Ovunque nel mondo la gente ti guarda. L’Italia e’ un posto dove la gente ti vede) rispondendo alla domanda: perche’ gli stranieri di si innamorano dell’Italia e di come sono gli Italiani.

I saluti del giorno vanno a Ninja con gli auguri di buon compleanno (ieri) e a Massimo, auguri anche a lui (oggi).





Rientro

17 09 2008

Eccomi dopo una lunga assenza, giustificata da una vacanza-sorpresa in Italia, dove ho festeggiato i miei primi 30 anni. A tal proposito ringrazio tutta la ciurma che si e’ presentata alla festa (condivisa con Giando, anche lui festeggiante il giro di boa):

Compleanno al Sottormarino

Compleanno al Sottormarino

Rientro in California mi sono ritrovato una montagna di cose da fare come sempre. Durante la prima settimana di lavoro ho seguito un corso di Project Management organizzato da Stanford e ho lottato con il mio capo per iscrivermi ad altri 6 corsi dello stesso programma per ottenere il certificato di Project Manager di Stanford.

Tra le altre attivita’ ho iniziato a fare escursioni in montagna, con lo scopo di allenarmi per un paio di uscite notevoli prima di fine anno e in primavera. Due settimane fa io ed Alberto, un amico Italiano, abbiamo fatto un escursione di allenamento: 11 Km, 3 ore e mezza, nel parco dei Muir Woods (il parco con le sequoie piu’ antiche), chiamato Dipsea Steep Trail. Eccomi mentre attraverso un ruscello camminando su una sequoia

Dispea Steep Trail

Dispea Steep Trail

Saluto Fanz e il suo CV che mi ha tenuto sveglio fino a tardi ieri sera, brother Marco che e’ tornato dalla Siggilia, e Ninja che e’ rientrato a Oslo.





Finisco su La Repubblica

12 08 2008

… beh non esattamente. Pero’ su questo articolo de La Repubblica, si parla della proposta di matrimionio di un Googler attraverso Street View e di altre cose che i Googlers hanno fatto durante l’anniversario di Street View di cui vi ho parlato anche io. E tra le altre cose, La Repubblica cita anche il cartello “Ciao Mamma” che il mio amico ed io avevamo.





Italiani

15 07 2008

Di Italiani in America si sa che ce ne sono tanti. Dalla grande immigrazione degli anni ‘20 nel XX secolo in poi, il flusso di Italiani verso le nuove frontiere e’ stato costante. Quello che non si sa, o che si sa meno, e’ cosa fanno gli Italiani di oggi qui in USA. Per quanto mi riguarda, qui nella Silicon Valley, ho il piacere di partecipare come membro, a due iniziative Italiane: BAIA (Business Association Italy America) e SVIEC (Silicon Valley Italian Executive Committee). Inoltre ho dato una mano all’iniziativa Mind The Bridge, una business plan competition organizzata da Marco Marinucci, manager a Google.

Recentemente ci sono stati servizi televisivi in Italia che hanno dato visibilita’ agli Italiani che vivono da queste parti. Un servizio della RAI International riguardante il concorso Mind The Bridge:

RAI International Video

ed una puntata del programma di MTV “Italo Americano”, con Fabio Volo, sulla Silicon Valley e Google:

Italo Americano (MTV) con Fabio Volo

Inoltre ad alcuni eventi di BAIA ho avuto il piacere di conoscere Roberto Bonzio, giornalista Italiano ora in America per sviluppare un interessante progretto chiamato Italiani di Frontiera. Roberto racconta le storie degli Italiani in terra straniera nel suo blog: Italiani di Frontiera.

Buona visione e lettura.





Bene, Bravi, Bis

17 06 2008

Siamo partiti cosi’:

Olanda un pareggio ci Basten

e poi abbiamo fatto una bella partita. Ho visto entrambe le partite in contemporanea su due schermi giganti affiancati. E’ stato molto emozionante essendo uno dei pochi Italiani. C’erano tanti Francesi, come al solito, e sorprendemente tanti Rumeni.

Gran bella partita, belli i gol, belle le azioni. Bravo Buffon in un paio di interventi e sul tiro di Benzeman. Bravo Cassano che mette zizzania nella difesa Francese e bravi Perrotta, De Rossi e Grosso. Unica nota: Toni non conclude nemmeno a porta vuota. Devo essere sincero l’avrei preso a calci sugli stinchi per le minchiate che ha fatto dall’inizio alla fine: ha fatto qualche gesto da circo ma s’e’ mangiato di tutto. E poi e’ lento… lentissimo.

Comunque, ci siamo qualificati per una coincidenza astrale, come al solito. Grazie anche agli Olandesi che hanno giocato una bella partita e hanno massacrato una Romania che sembrava una squadretta di dilettanti.

Domenica ci aspettano i cugini Spagnoli che quest’anno sono parecchio in forma. Preparero’ sangria e tortilla di patate per celebrare lo sport e spero che gli Azzurri facciano un massacro.





“Culo!” gridava la folla

13 06 2008

…. Francia prende 4 palle dall’Olanda e nonostante il pareggio con la Romania siamo ancora in gioco. Martedi’ sara’ come la finale dei mondiale, e speriamo che l’Olanda non si rilassi all’ultimo minuto.

Nota di contorno, mi e’ arrivata oggi la maglia ufficiale dell’Italia che ho comprato 10 giorni fa… vabbe’… la indossero’ tutto il weekend fino a Martedi’ nella speranza di combinare qualcosa di buono. In fondo contro la Romania non abbiamo giocato male quindi mi sento ottimista. Questo fine settimana brindero’ con una Moretti alla vittoria che fu e alla vittoria che sara’, nella speranza che in questo scontro tra Cesare e Asterix&Obelix, tra Garibaldini e Napoleonensi, tra Pizza e Baguette, tra Colosseo e Tour Eiffel… vinca lo spirito sportivo e ci facciano vedere una bella partita… e magari gli mettiamo due palle ai galli.





Italia – Olanda: 0-3

9 06 2008

Allora, c’e’ ben poco da dire, a parte che ero uno dei due o tre italiani in mezzo a venti olandesi e altrettanti francesi… vi lascio immaginare.
Calcio non-spettacolo per 45 minuti, poi qualche tentativo di riscossa scadente. Bravi Del Piero e Grosso, se entravano prima era meglio… almeno hanno tirato in porta. Bravo Buffon per quel che poteva fare, vista la difesa di merda che avevamo: sembravamo dilettanti. Difesa talmente pietosa che Cannavaro si e’ consumato i denti a forza di masticare la gomma.

0-3. Toni

Voto ZERO a Materazzi e Ambrosini che hanno fatto pena e Materazzi si puo’ far tatuare “Pirla-spettacolo” sulla fronte.
Voto 2 a Toni che non conclude nemmeno con la sua morosa e a Zambrotta che non passa mai tranne che a Buffon quando non e’ necessario.

Voto 4 a Donadoni, che oltre ad avere una formazione sbagliata all’inizio, ci mette 70 minuti per capirlo e fa entrare quelli buoni solo alla fine: magari un cambio dopo il primo gol sarebbe stato salutare visto come giocavano Ambrosini e Materazzi.

0-3. Donadoni ci pensa su

Voto 5– alle regole della UEFA che considerano attivo, in termini di fuori gioco, un giocatore per terra fuori campo.

Romania… incrociamo le dita e speriamo che Donadoni faccia le scelte giusto dopo che la stampa lo crocifiggera’ nei prossimi giorni.





Evento Italiano

22 05 2008

Eccomi di ritorno dopo una lunga assenza dovuta principalmente a ritmi galoppanti al lavoro ed al fatto che nelle ultime due settimane mi sono messo a studiare Java durante il tempo libero (tempo libero? hahahaha).
Comunque, stamattina, dal comodo sedile del Google-bus, mentre vado al lavoro (si, c’e’ il wi-fi sul bus), volevo raccontarvi di un evento a cui ho partecipato la settimana scorsa.

Qui nella Bay Area ci sono diverse associazioni rappresentative di vari gruppi sociali e nazionalita’. In particolare ne esistono due a base di Italiani: SVIEC (Silicon Valley Italian Executives Council) e BAIA (Business Association Italy America). La prima e’ invitation-only, mentre la seconda ha una membership annuale di $100. Da diversi mesi a questa parte partecipo ad eventi (piu’ o meno mensili) di entrambe e devo dire che ne sono molto soddisfatto in quanto questa attivita’ socioludica mi ha permesso di conoscere un mucchio di gente interessante e pseudoimportante: dall’ambasciatore americano a Roma, al fondatore di Tiscali, al piu’ grosso Venture Capitalist italiano, al sindaco di Venezia, e molti altri personaggi italiani attivi a livello internazionale nel mondo del business. Ovviamente io faccio l’ultima ruota del carro a questi eventi, ma da qualche parte bisogna cominciare.

Mercoledi’ scorso c’e’ stato un Euromixer, un evento organizzato da BAIA e le associazioni equivalenti di BAIA di altri paesi europei tra cui Francia, Germania, Spagna e Olanda. Un po’ piu’ di cento persone si sono ritrovate dopo il lavoro per fare un specie di aperitivo nella sala riunioni e giardino annesso di uno studio di avvocati di Palo Alto (il paese dove c’e’ Stanford).
Bell’evento, conosciuto tanta gente e come al solito sono tornato a casa con un mazzo di biglietti da visita di gente che non chiamero’ mai. Forse.
Degno di nota un certo personaggio Italiano che per motivi di privacy chiameremo Panzerotto. Panzerotto e’ un ometto di un metro e cinquanta di altezza e due metri di circonferenza, vestito di giacca, pantaloni e camicia tutto color sabbia: sembrava una duna. La duna aveva un paio di baffetti sale e pepe in tinta con il parrucchino. Panzerotto si aggirava freneticamente per la sala riunioni attaccando pezze assurde con chiunque, fin quando non ha addocchiato il mio biglietto da visita appeso alla mia giacchia: “A ma tu lavori per G****”. “Si”. “Ah, io sono calabrese, in America da 50 anni, aspetta che ti racconto tutto su di me”.
Dopo aver abusato del mio tempo nel tentativo di raccontarmi tutta la sua vita (di cui mi ricordo assolutamente nulla) ha iniziato a spiegarmi che siccome ha una quantita’ di soldi smodata vuole divertirsi, ora che e’ in pensione, ma vuole anche continuare a fare affari. Sono venuto a sapere piu’ tardi che Panzerotto e’ in realta’, o meglio era, un nome grosso nel campo…. nel campo… nel campo… uhm, non me lo ricordo… cazzo, doveva essere interessantissimo il modo in cui mi raccontava le cose. Penso ingegneria meccanica ma non ne sono sicuro.
Tornando alla Duna, ad un certo punto esaurisce gli argomenti. Urra’! E invece no: finite le storie autobiografiche passa al tempo presente raccontandomi che e’ preoccupato perche’ il dottore gli ha trovato il colesterolo alto (grazie al cacchio, guarda che pancia) e anche ha “una montagna di soldi” (frase ripetuta almeno 100 volte dall’inizio del suo discorso) non sa se fara’ in tempo a goderseli tutti. E quindi blah, blah, blah, la salute, blah blah blah, gli affari, blah blah, una montagna di soldi, blah blah blah, il colesterolo, blah blah blah, ma non son vecchio, blah blah blah, perche’ ho tanti soldi, blah blah blah, e mi godo la pensione, blah blah blah, ma spero di campare abbastanza, blah blah blah. Stop! “Scusi, ho un appuntamento alle 20.00, devo scappare”. E gran fuga. Alla fine mi sono liberatto di Panzerotto con quella sensazione di aver buttato via 20 minuti buoni della mia giornata.

Insomma, evento che vai, gente che trovi, e con gli Italiani non si sa mai chi incontrerai . Viva i panzerotti (quelli veri) e gli arancini (che qui in America hanno le dimensioni di un melone).





I’m being translated…

9 04 2008

…ovvero “mi stanno traducendo”. Eccomi di ritorno dopo una pausa dovuta a vari motivi che esploreremo in questo post il cui argomento e’: sono un immigrato. Dopo le avventure di Hong Kong, la prima settimana di ritorno al lavoro e’ stata alquanto piena di eventi, inclusi vari meeting con Directors, e in particolare l’organizzazione dell’evento finale di una business plan competition organizzata da un non-profit locale fondata da un mio collega italiano a Google. Ho aiutato il mio collega e come torna conto ho avuto il piacere di conoscere tante persone interessanti tra cui diversi Venture Capitalists, fondatori di start-up companies e magnati della finanza italiani (tra cui anche il fondatore di Tiscali). Insomma, un po’ la elite dell’economia italo-americana. Alla serata finale c’era pure la RAI International. Guardate il telegiornale di mezzogiorno su Rai 3 questa settimana e c’e’ caso che mi vediate.

A parte questo, mi sono beccato un qualcosa che assomiglia ad una gastrite o ad un principio di ulcera che mi ha ammazzato per qualche giorno. Ora, con pilloline anti-acidita’ e controllo sulla dieta mi sto riprendendo.

Ma parliamo di dieta, cosi’ entriamo nell’argomento del titolo di questo post. Dopo la dieta esotica, al limite dell’esoterico, di Hong Kong sono tornata nella “natia” California, dove mi aspettavano i mitici hamburger naturali di In&Out e le patatine fritte ricciole speziate di Jack In The Box. Ecco, putroppo devo ammetterlo, quando sono tornato ho avuto una gran voglia di abbuffarmi di questa robaccia (il famoso junk food), motivo che sicuramente ha contribuito alle disavventure del mio stomaco. Insomma, avevo quello che qui chiamano “craving”, ovvero “quella voglia di…”, in questo caso di cibo da fast food. Mi sto americanizzando? Un po’.
Come se non bastasse, l’altro giorno discutevo di macchine in chat con mio fratello. Mentre lui osannava l’ultimo modello dell’Alfa Romeo, io gli passavo un link dicendoli quanto apprezzavo l’ultimo modello di Camaro, quello usato anche nel film dei Transformers.

Chevrolet Camaro

Mio fratello mi ha gentilmente ricordato che quella macchina e’ un “cassone” e che io sto diventando troppo yankee. Thanks.
Ragionando quindi sul divano sono giunto alla conclusione che I’m being translated…
Preso da sensi di colpa, mi sono mangiato due pezzettoni di Parmigiano-Reggiano e mi sono fatto due spaghetti al tonno, nel tentativo di somministrarmi un ritorno alle origini di nativita’ autentica.

A tirare dalla sponda opposta invece e’ giunta la notizia proprio ieri che mi hanno approvato il penultimo passo del processo per ricevere la Green Card, con la quale diventero’ Permanent Resident. Per controbilanciare oggi ho telefonato al consolato di San Francisco per iscrivermi all’AIRE (l’Anagrafe degli Italani Residenti all’Estero) in modo da poter votare prossimamente.

Insomma, mi sento un funambolo culturale, uno jedi (gedai, come lo si pronuncia qua) con una spada blu e una rossa tra cui scegliere. Ma in fondo, chissenefrega? Italiano sono nato e Italiano moriro’: Stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte, siam pronti alla morte, l’Italia chiamò.





YAB

19 03 2008

Come direbbero in USA, Yet Another Blog, ancora un’altro blog. Sull’onda ispiratrice di un CarMas polemico e di un Ninja emigrante ad Oslo, ma sorprattutto di un inaspettato viaggio ad Hong Kong, mi ritrovo con la voglia di raccontare eventi trascorsi e fatti dispersi. Mi cimentero’ nella pubblicazioni di note prese durante il quotidiano esplorare di terre asiatiche nell’attesa di tornare ‘a casa’, nella ormai familiare California. Non saprei da dove viene questa prosa per cui taglio corto e saluto.