Dove diavolo e’ Matt?

1 08 2008

Matt Harding e’ diventato famoso per farsi filmare facendo un balletto strano, in tutti i posti al mondo che visita. E viaggia parecchio: 42 paesi in 14 mesi. Di video “Where the hell is Matt?” ce ne sono diversi ma l’ultimo uscito e’ un montaggio molto bello in cui non e’ l’unico a ballare. Guardate questo video: viene voglia di ballare… e di partire.





Rientro

1 08 2008

Eccomi di ritorno dopo una lunga assenza dettata niente di meno che dal fratellino (e due suoi amici) in visita in California. Non mi staro’ a dilungare in un lunghissima lista delle attivita’ fatte nei quindici giorni della sua visita, basti dire che ora i tre ragazzi stanno ponderando l’idea di venire a studiare negli Stati Uniti. E che a Las Vegas c’erano 46 gradi centigradi.

Ora all’improvviso mi ritrovo con un bel po di tempo libero, quindi oggi mi sono dato da fare per riempirlo. Nelle prossime settimane andro’ dal dentista, dall’oculista, e portero’ la macchina a fare un tune up, ovvero un controllo generale e un cambio delle cose da cambiare. Domenica verra’ la donna delle pulizie a rimuovere le macchie di cioccolato dalla moquette (regalo dei tre giovanotti) e a scrostare uno strato di fango dal fondo della mia vasca (ma come hanno fatto?). Inoltre mi dedichero’ all’attivita’ del risparmio, essendo state queste due ultime settimane alquante violente per le mie carte di credito.

Mi dedichero’ anche alla palestra e la dieta, entrambe molto trascurate negli ultimi 15 giorni con effetti lipidici notevoli. In compenso ho una abbronzantura da Mocha Frappuccino di Starbucks tanto che una collega cinese mi ha detto che sembro parente del nostro collega indiano e una collega indiana mi ha detto che la sto battendo in abbronzatura nonostante lei si sia fatta una settimana alle Hawaii. Inizio a pensare che non mi sia messo sufficiente crema solare. Poco male, mi sto spellando come un serpente in muta.

Infine potro’ riprende la lettura dei miei libri. Proprio oggi ho trovate la lista dei 25 migliori libri di business e ho deciso di leggerli tutti entro la fine del 2009. Sara’ meglio mi dia una mossa.

Bene, a parte questo, faccio gli auguri di buon compleanno a mio fratello Marco (l’altro): appena riesco ti mando il regalo. Oppure no.
Saluto anche Fanz, che dopo un non-promozione lavorativa ha deciso che mi fara’ compagnia in un viaggio intorno al mondo a partire dal sudest asiatico in progetto per il 2010.  E saluto Ninja che e’ in vacanza in Italia (invida tremenda…).





Italiani

15 07 2008

Di Italiani in America si sa che ce ne sono tanti. Dalla grande immigrazione degli anni ‘20 nel XX secolo in poi, il flusso di Italiani verso le nuove frontiere e’ stato costante. Quello che non si sa, o che si sa meno, e’ cosa fanno gli Italiani di oggi qui in USA. Per quanto mi riguarda, qui nella Silicon Valley, ho il piacere di partecipare come membro, a due iniziative Italiane: BAIA (Business Association Italy America) e SVIEC (Silicon Valley Italian Executive Committee). Inoltre ho dato una mano all’iniziativa Mind The Bridge, una business plan competition organizzata da Marco Marinucci, manager a Google.

Recentemente ci sono stati servizi televisivi in Italia che hanno dato visibilita’ agli Italiani che vivono da queste parti. Un servizio della RAI International riguardante il concorso Mind The Bridge:

RAI International Video

ed una puntata del programma di MTV “Italo Americano”, con Fabio Volo, sulla Silicon Valley e Google:

Italo Americano (MTV) con Fabio Volo

Inoltre ad alcuni eventi di BAIA ho avuto il piacere di conoscere Roberto Bonzio, giornalista Italiano ora in America per sviluppare un interessante progretto chiamato Italiani di Frontiera. Roberto racconta le storie degli Italiani in terra straniera nel suo blog: Italiani di Frontiera.

Buona visione e lettura.





4 Luglio

8 07 2008

Eccomi di ritorno dopo un lungo weekend di celebrazioni. Ma come di cosa? Dell’Indipendenza Americana. Quel giorno dove gli alieni arrivano sulla terra per distruggere tutto a partire dall’America ma per fortuna c’e’ il presidente americano che guida un jet dell’areonautica che spara alle astronavi madri degli alieni e un vecchietto pilota del dopoguerra si infila con il suo velivo su per il cu.. ehm, per il reattore dell’astronave madre e salva il mondo intero perche’ una volta distrutta quella astronave le altre duecento sparse per il mondo iniziano a esplodere pure loro.
Pero’ quest’anno non ho visto alieni. In compenso sono stato al solito BBQ (Barbeque),

BBQ

BBQ

dove ho mangiato i soliti hamburger

Luther Burger

Luther Burger

Passando cosi’ un sabato all’insegna di circa 6 pounds (3 kg) di carne mangiata e una fetta di orribile torta. Al mio arrivo il cuoco di turno mi ha piazzato sul piatto due bistecche intere, in stile fiorentina, e una costoletta di dinosauro di almeno mezzo chilo. Buonissimo tutto. Mi ci e’ voluto un po’ per finire la carne ma ce l’ho fatta ed era veramente buona. Poi passo dal bancone pre-cucinati dove mi sparo 4 involtini primavera doppiamente fritti con ripieno di maiale, un cucchiaio di verdure miste e alcune delicatezze vietnamite a base di riso, tra cui l’ottimo Banh Hoi, un specie di tela sottile bianca a base di riso che viene condita con salsina rossa dolce-piccante. Nella foto e’ quello in basso nel piatto.

Banh Hoi

Banh Hoi

Per “sciacquare” via il sapore della carne mi sono fatto due tazzone di macedonia di frutta estiva: cocomeri, meloni, cantalupe (melone verde) e ananas.
Ma parliamo della torta: arrivata in scatola di 2 metri x 1 metro, la torta era di un bel bianco candido ricoperta di pezzetti di frutta. Bouna direte voi. No, rispondo io. L’interno della torta era formato da due strati di circa 6 cm l’uno di quella sostanza spugnosa giallastra che qui usano per fare le torte industriali. Non e’ pan-di-spagna, e non e’ spugna da lavare i piatti… e’ una via di mezzo… quasi come un isolante da muri. La glassa bianca che ricopre il tutto e’ piu’ che altro un buccia. La buccia dura della torta, che e’ stata saldata al pan-di-spugna con la fiamma ossidrica (per dare la forma).
Ma il tocco di classe e’ lo strato tra i due isolanti: di colore grigio “fumo di Londra”, o grigrio topo, ha la constistenza della patata americana bollita… hey… un momento… ma e’ patata americana bollita!… solo di una varieta’ un po diversa: grigrio, e piu’ densa.
Disgusto, orrore, conati. La patata tra l’isolante ricoperto di buccia … proprio non mi e’ stata di mio gradimento. Colto da strazianti sapori sulla lingua, sono andato dall’uomo del BBQ e mi sono fatto dare un’altro mezzo chilo di carne allla griglia… giusto per mandar giu’ il sapore della patata spugnante.

Altre cose sono successe nel weekend, tipo che sono andato a fare rafting, ma di quello vi raccontero’ la prossima volta.





WALL-E

30 06 2008

Post dopo lunga assenza. In questo periodo sono abbastanza impegnato sul lavoro e fuori. Sul lavoro sto studiando come funzionano i driver USB per linux perche’ devo farne un “port” su un’altra piattaforma, e allo stesso tempo sto imparando Java, JSP, XML e compagnia bella per fare servlets per un’altro progetto.

Fuori lavoro sto preparando la vacanza di mio fratello che verra’ a trovarmi fra due settimane circa e saremo in giro a visitare un bel po di roba, incluso un fine settimana a Los Angeles.

Comunque, volevo fare un post/review del film che sono andato a vedere ieri sera: Wall-e, l’ultimo film della Pixar.

wall-e by Pixar

Devo dire che mi e’ piaciuto molto. Wall-e e’ di una simpatia incredibile, sia come movimenti che come suoni che emette. E’ incredibile quanto siano stati bravi a trasmettere le emozioni del robottino con solo gesti e suoni: la maggior parte del film non e’ parlato.
La storia e’ simpatica: wall-e e’ un robot addetto allo stoccaggio dei rifiuti e ultimo essere “vivente” sul pianeta terra. Gli umani ora vivino nello spazio dopo aver distrutto la Terra a forza di produrre rifiuti e prima di partire hanno lasciato una flotta di robot a ripulire il pianeta dai rifiuti ma il programma falli miseramente e wall-e e’ l’unico rimasto attivo. Dallo spazio gli umani continuano a mandare robot-sonda sulla terra per vedere se e’ tornata la vita (non c’erano piu’ segni di organismi biologici da anni) e nel frammentre vivino in una stazione spaziale dove i robot fanno tutto. Il resto lo lascio a voi da guardare al cinema. Lo raccomando con un 10/10 di voto.

Nota di contorno: mentre scrivo questo post, dal lavoro, il mio collega indiano e’ appena tornato da un viaggio in India portando a casa una certo numero di delicatesse Indiane: dolcetti di vario tipo, tutti fatti con ingredienti naturali e senza coloranti. Tutti con colori assurdaemente sgargianti. Per non offendere nessuno, ne prendo due, dai colori piu’ pallidi possibili: una specie di tortina di latte e mandorle e un rotolino di latte con ripieno rossastro (la foto non rende):

Dolci Indiani

Il rosso ripieno di sx e’ dovuto in parte alle mandorle in parte allo zafferano. Ovviamente… come ho fatto a non pensarci subito. Entrambi sono di una dolcezza infinita… una dolcezza che fa sembrare lo zucchero una sostanza priva di gusto. Dopo un morso del tortino di latte (a dx nella foto) sentivo le carie urlare di gioia e riprodursi come conigli sui miei denti. Metto giu’ il tortino e azzanno il rotolino (a sx nella foto) in cui mi attende questo ripieno soffice di mandorlato e zafferano… con una pennellata di sostanza argentata sopra di cui non conosco le origini. Buono… dolce… dolcissimo… ma buono. Un morso basta. Niente piu’ dolci per un anno adesso.

Non capisco perche’ quando la gente va in vacanza, poi portano a casa queste scatole di dolce assurdi e obbligano moralmente i colleghi a mangiarseli. TUTTI, lo fanno. Tranne gli italiani… che piuttosto portano un salamino e un pezzo di formaggio. Viva l’Italia.





Incontri casuali

19 06 2008

In questo momento sono ad un corso, al lavoro, in cui presentano sistemi avanzati di HTML/CSS/JS. La lezione di 5 ore sta per iniziare e indovinate un po’ chi si e’ seduto qui di fianco a me: niente di meno che Udi. Molti di voi non sapranno chi e’ ma vi posso assicurare che e’ una faccia molto molto nota qua. Sono curioso di vedere che interventi fara’ e cosa e’ venuto a fare a questo corso.





Bene, Bravi, Bis

17 06 2008

Siamo partiti cosi’:

Olanda un pareggio ci Basten

e poi abbiamo fatto una bella partita. Ho visto entrambe le partite in contemporanea su due schermi giganti affiancati. E’ stato molto emozionante essendo uno dei pochi Italiani. C’erano tanti Francesi, come al solito, e sorprendemente tanti Rumeni.

Gran bella partita, belli i gol, belle le azioni. Bravo Buffon in un paio di interventi e sul tiro di Benzeman. Bravo Cassano che mette zizzania nella difesa Francese e bravi Perrotta, De Rossi e Grosso. Unica nota: Toni non conclude nemmeno a porta vuota. Devo essere sincero l’avrei preso a calci sugli stinchi per le minchiate che ha fatto dall’inizio alla fine: ha fatto qualche gesto da circo ma s’e’ mangiato di tutto. E poi e’ lento… lentissimo.

Comunque, ci siamo qualificati per una coincidenza astrale, come al solito. Grazie anche agli Olandesi che hanno giocato una bella partita e hanno massacrato una Romania che sembrava una squadretta di dilettanti.

Domenica ci aspettano i cugini Spagnoli che quest’anno sono parecchio in forma. Preparero’ sangria e tortilla di patate per celebrare lo sport e spero che gli Azzurri facciano un massacro.





Campeggio

17 06 2008

Tra poche settimane avra’ luogo il rituale campeggio annuale al lago. Quest’anno, come due anni fa’, andremo al lago San Antonio, a meta’ strada tra San Francisco e Los Angeles. Il lago si trova in mezzo ad un valle di montagne semi-desertiche con spiaggie di sassi e terriccio e dotato di zero infrastrutture, bagni a parte. Perche’ andate li? direte voi. Semplice: perche’ li si fa jetski: moto d’acqua a menetta su tutto il lago, polizia compresa.
Quest’anno pero’ c’e’ un evento particolare: mio fratello viene a trovarmi dall’Italia con due amici, proprio nel periodo del campeggio, quindi dovra’ venire con me in tenda. In previsione di cio’, ieri sono andato a fare un po’ di compere al megastore dello Sport Authority (un nome tutto un programma), dove vendono di tutto: dai braccioli salvagente per bambini, alle reti da calcio, alle bombole del gas da campeggio. Girovagando a caso nel grande magazzino ho trovato quelle belle sedie da campeggio in tela che si piegano su stesse a croce diventando, da chiuse, un paletto dentro ad un astuccio. Inoltre hanno il porta-bibite sul bracciolo. Costo: $5, circa 3 Euro. Ne ho prese due. Poi mi servivano le watershoes, ovvero le scarpe da acqua. Queste scarpe hanno la suola antiscivolo in gomma e sono del materiale delle tute da sub, si usano, oltre che per girare in spiagge non sabbiose, per le moto d’acqua, le barche, etc. Ho comprato 3 paia di marca: $6, circa 4 Euro l’una. Poi, siccome non mi piace chiedere in prestito le tende alla gente (che te lo prestano sempre sozze e con schifezze rimaste dentro dall’anno prima) sono andato a vedere il settore delle tende da campeggio. Dopo aver valutato le cinquecento opzioni a mia disposizione ho deciso di comprare una tenda (di una delle migliori marche) da 5 posti con verandina: $60 dollari, circa 40 Euro.
Mentre mi incamminavo verso la cassa ho visto che le bombole del gas per i fornelli da campeggio erano in offerta: 3 bombole per $7, ovvero circa 1.25 Euri a  bombola.  Ne ho comprate  6 da  dare al mio amico cuoco che ci fara’ da mangiare per tutta la durata del campeggio.

Insomma, con circa 60 Euro ho comprato una tenda da 5 posti, 3 paia di scarpe, 2 sedie e 6 bombole del gas: viva il consumismo americano, alla faccia dell’Invicta.

P.S.: pero’ mi sono dimenticato lo stuoino da mettere davanti alla tenda. Dovro’ tornare.





“Culo!” gridava la folla

13 06 2008

…. Francia prende 4 palle dall’Olanda e nonostante il pareggio con la Romania siamo ancora in gioco. Martedi’ sara’ come la finale dei mondiale, e speriamo che l’Olanda non si rilassi all’ultimo minuto.

Nota di contorno, mi e’ arrivata oggi la maglia ufficiale dell’Italia che ho comprato 10 giorni fa… vabbe’… la indossero’ tutto il weekend fino a Martedi’ nella speranza di combinare qualcosa di buono. In fondo contro la Romania non abbiamo giocato male quindi mi sento ottimista. Questo fine settimana brindero’ con una Moretti alla vittoria che fu e alla vittoria che sara’, nella speranza che in questo scontro tra Cesare e Asterix&Obelix, tra Garibaldini e Napoleonensi, tra Pizza e Baguette, tra Colosseo e Tour Eiffel… vinca lo spirito sportivo e ci facciano vedere una bella partita… e magari gli mettiamo due palle ai galli.





Power Naps

13 06 2008

Minipost salutare. Dopo pranzo mi prendono delle crisi di sonno tremende. Qualunque sia la causa: cibo, digestione, stagione, carenza di sonno, etc.. sta di fatto che rischio di frantumarmi la fronte sulla tastiera dalele 14.0 alle 15.00.
Parlandone con la mia dottoressa mia risposto “Benissimo! tutta salute!”. Si ma intanto la produttivita’ cala. Invece no! Studi scientifici… bla bla bla… hanno dimostrato… bla bla bla… che se dormi 15-30 minuti nel primo pomeriggio, la tua produttivita’ complessiva aumenta. Bene: e siesta sia. O come li chiamano qua: fatti un power nap (un sonnellino potente).

Oltre alle famose massage chairs che abbiamo a disposizione qui al lavoro – sedie giapponesi che ti massacrano la schiena mentre tu riposi – sono di recente comparsi qui al lavoro i Metronaps.

Metronaps

I Metronaps, sono uova spaziali che ti permettono di recupare energia. Stando agli inventori dormire qua dentro ti fa recuperare le energie piu’ in fretta grazie alla postura che il tuo corpo assume, grazie alla musica rilassante che ti viene trasmessa nella capsula e infine grazie alla capsula stessa che si chiude nascondendo la parte superiore del tuo corpo. Non ho ancora provato questi Metronap (bisogna prenotarli…) ma presto lo faro’.

Buon sonnellino a tutti!